Abside
Struttura semicircolare o poligonale sporgente esternamente dal perimetro di una costruzione. Nelle chiese l'abside si trova all'estremità della navata centrale, dietro l’altare maggiore, dove generalmente è ricavato il coro, sovrastata da una calotta semisferica detta catino.
Acroterio
Ornamento alla sommità e alle estremità dei frontoni.
Ageminatura
Decorazione dei metalli consistente nell’intarsio di lamine o fili d’oro, d’argento o di rame su altri metalli, con effetto policromo.
Alábastron
Vasetto per olii, essenze e profumi di forma cilindrica più o meno allungata, con labbro espanso, collo corto e base arrotondata.
Amazzoni
Donne guerriere nemiche degli uomini, nate da Ares e Afrodite, originarie della Cappadocia. Uccidevano i figli maschi e allevavano con cura le femmine, bruciandone la mammella destra perché fossero più libere nel tendere l’arco. Alleate di Troia nella guerra contro i Greci.
Ambone
Tribuna rialzata per la lettura del Vangelo e dell’Epistola. Nelle chiese romaniche erano due, posti ai lati del presbiterio, uno per la lettura del Vangelo, l’altro per l’Epistola.
Anatidi
Famiglia di uccelli anseriformi comprendente numerose specie raggruppate nelle due sottofamiglie degli anserini, cui appartengono il cigno e l’oca, e degli abatini, cui appartengono l’anatra e lo smergo.
Antefissa
Motivo ornamentale in terracotta o marmo con lo scopo di trattenere, sopra la cornice laterale del tempio, gli èmbrici (coppi) del tetto. Talvolta l’antefissa è forata e funge da scarico dell’acqua piovana di scolo.
Antropico
Relativo alla distribuzione e all’attività dell’uomo.
Apoteosi
“Deificazione”, l’assunzione dell’uomo tra gli dei e la possibilità di godere di onori divini. Con Alessandro Magno si diffuse il concetto orientale della divinità della persona del re ancora vivente. A Roma l’apoteosi imperiale avveniva in genere dopo la morte, ma durante il III sec. a.C. si affermò anche qui l’usanza orientale. Con la definitiva vittoria del Cristianesimo non si ebbero più apoteosi.
Apotropaico
Aggettivo che indica la capacità di una formula, di un oggetto o di una raffigurazione di allontanare e combattere ogni influenza malefica.
Ara
Mensa o blocco in marmo o pietra, in forma di parallelepipedo o cilindrica, sul quale si celebrano riti sacrificali, di offerta o di purificazione. Posto dentro e fuori dai templi, per i sacrifici pubblici, ma anche nell’atrio di case private.
Armilla
Bracciale in bronzo o metallo prezioso, di varie forme. Presso i romani veniva usata anche dagli uomini, come decorazione militare.
Astile
Detto di croce sorretta da un’asta, usata nelle processioni.
Attingitoio
Recipiente con un lungo manico per attingere acqua.
Auriga
Presso i greci, colui che guida il carro di battaglia. Presso i romani, guidatore dei cocchi da corsa.
Bardiglio
Varietà di marmo di colore grigio o azzurro cinereo, tipico delle Alpi Apuane.
Boccascena
La parte del palcoscenico visibile dagli spettatori, dove si svolge l’azione, preceduta dal proscenio e delimitata lateralmente dalle quinte, compresa dalla struttura architettonica dell’arco scenico.
Bompresso
Estremo albero prodiero dei comuni velieri, inclinato di circa 20° sopra l’orizzonte. Può essere formato di tre parti: bompresso propriamente detto, asta o bastone di fiocco, asta di controfiocco.
Bordatrice
Macchina operatrice, a comando manuale o automatico che esegue modanature e bordature su lamiere di piccolo spessore. La lamiera da trattare passa tra due rulli sagomati, registrabili e che imprimono un determinato profilo.
Bradisismo
Lento movimento della crosta terrestre che determina un innalzamento o un abbassamento del suolo rispetto al livello del mare.
Bugna
Ciascuna delle pietre lavorate e aggettanti dal profilo della parete: caratterizzano la facciata e i muri esterni di certi edifici, con effetto chiaroscurale.
Bugnato
Paramento murario ottenuto con bugne o bozze, ovvero pietre sporgenti dalla superficie del muro.
Calidarium
Sala riscaldata a temperatura alta, contenente una vasca per abluzioni in acqua fredda (labrum) e una per abluzioni in acqua calda (alveus).
Campata
Spazio compreso fra i due appoggi di un arco, trave ecc. Per estensione, ciascuno degli spazi in cui è divisa la navata di una chiesa dall’incontro degli archi longitudinali e traversi.
Capitello
Elemento superiore della colonna o del pilastro, variamente foggiato o adorno di motivi stilizzati, sul quale poggia l’arco o l’architrave.
Capitolium
Nel mondo romano, tempio dedicato alla triade capitolina, composta da Giove, Giunone e Minerva.
Cardine
Ciascuna delle vie che attraversavano gli accampamenti o le città romane in direzione nord-sud.
Cardo maximus
Nella pianta di una città etrusca o romana indica la strada principale, in direzione nord-sud, che interseca ad angolo retto il decumano.
Cariatide
Statua di donna (vestita di una lunga tunica, secondo l’uso delle donne di Caria), utilizzata in luogo di colonna o pilastro a sostegno di membrature architettoniche.
Cartagloria
Ciascuna delle tre tabelle nelle quali sono riportate le parti fisse della Messa, disposte sugli altari delle chiese cattoliche. Termine formato da “carta” e “gloria” perché in antico contenevano solo le diverse intonazioni del gloria
Cassettonato
A cassettoni (o lacunari): detto di soffitto diviso in scomparti incavati di forma poligonale (retta o curvilinea).
Catuozzo
Voce dialettale: detto di un mucchio conico di legna formata da ciocchi e rami disposti intorno a un asse centrale ricoperto di terra e polvere di carbone.
Cavea
Nei teatri, anfiteatri e circhi la cavea è la parte in cui sedevano gli spettatori, costituita da gradini concentrici. Era suddivisa, partendo dal basso, in ima, media e summa cavea e, in pianta, in cunei.
Cella
Parte del tempio chiusa da muri, dove si conservava l’immagine della divinità.
Cenobio
Monastero; detto di comunità di religiosi.
Cenotafio
Monumento sepolcrale, privo tuttavia del corpo del defunto, a ricordo di un personaggio sepolto altrove o le cui spoglie sono andate disperse
Cero pasquale
Grosso candelabro collocato al lato dell’altare e destinato a sostenere il cero benedetto il Sabato Santo: viene acceso durante le funzioni fino all’Ascensione
Cestaro
Artigiano che intrecciando salici, vimini, giunchi, fette di canne, rami e sfoglie di nocciolo e di castagno senza nodi e diritti, ferro zingara e paglia di cereali e per sedie, costruiva contenitori di varia forma e grandezza e rivestiva fiaschi e damigiane.
Cetra
Strumento musicale a corda, di grandi dimensioni, formata da due bracci uniti da un'asse trasversale e una cassa armonica. Tra l'asse e la cassa sono sette corde.
Chiave d’arco
Elemento a forma di cuneo inserito nella parte centrale superiore dell’arco.
Chitone
Abito greco con o senza maniche, fermato da una cintura, corto alle ginocchia per gli uomini e lungo fino ai piedi per le donne.
Ciconiformi
Ordine di uccelli carenati, comprendente gli aironi e i tarabusi, il becco a scarpa (Balaeniceps rex) e il becco a cucchiaio (Cochlearius cochlearius), le cicogne, i fenicotteri, le umbrette, gli ibis e le spatole, caratterizzati da becco, collo e gambe molto lunghi.
Cimasa
Coronamento (modanatura) della parte superiore del capitello, del piedestallo o di altro elemento architettonico. Per estensione, modanatura di coronamento di un mobile.
Cnidari
Sottotipo dei Celenterati, considerato da alcuni come tipo a sé, comprendente specie per lo più marine, alcune delle quali comunemente conosciute come attinie, meduse, coralli ecc.
Cnido
Antica città della Caria, nel sud-ovest dell’Asia Minore. Celebre per il culto reso ad Afrodite, nel santuario che ospitava la famosa statua di Prassitele.
Codolo
In un attrezzo, è la lingua sottile metallica che si inserisce nell’impugnatura.
Coleotteri
Ordine di insetti pterigoti, terrestri acquaioli e acquatici, di forma, colore e grandezza molto variabili, tipicamente alati. Hanno capo per lo più libero, occhi composti, antenne di varia forma, apparato boccale tipicamente masticatore con robuste mandibole, a volte sviluppatissime. Le ali anteriori (elitre) ricoprono la parte dorsale e le ali laterali dell’addome senza sovrapporsi, combaciando e anche incastrandosi più o meno intimamente fra loro lungo la linea mediana dell’addome; le ali posteriori si ripiegano durante il riposo sotto le elitre.
Collarino
Modanatura o insieme di modanature (di solito un tondino con un listello), posta tra il fusto e il capitello di una colonna.
Colonne tortili
Con asse e fusto elicoidali.
Conciapiatti
Voce dialettale (conzapiatt): artigiano che riparava oggetti in terracotta, come piatti, terrine, zuppiere, vasi, giare e vasi da notte. Nei minuscoli buchi praticati – a cavallo della linea di frattura – con un trapano a corda o con una lesina faceva passare un sottile filo di ferro che torceva con le tanaglie, rimettendo insieme i cocci.
Concrezione
Deposito minerale o sedimentario.
Controfacciata
Parete interna corrispondente alla facciata dell’edificio.
Copale
Resina (chiamata talora anche resina anime), prodotta da diverse Leguminose Cesalpinioidee arboree delle regioni tropicali, usata per la preparazione delle vernici. Alcune varietà sono essudate dagli alberi attuali; altre, le più pregiate, si trovano allo stato fossile, a poca profondità nel suolo.
Copepodi
Ordine di Crostacei Entomostraci, marini e d’acqua dolce, costituenti uno degli elementi principali del plancton marino e lacustre, lunghi 1-2 mm. Sono provvisti di un solo occhio e di organi natatori distribuiti in tutti o in gran parte degli arti.
Coppo
Elemento del tetto di forma semicilindrica, che unisce due tegole piane. Nell’architettura romana prende il nome di imbrex (èmbrice); in quella greca è designato come kalyptér.
Copto
Pertinente ai Copti, Egiziani ed Etiopi cristiani o alla loro cultura. Sin dalla tarda età tolemaica si manifestò in Egitto l’opposizione tra cultura ellenistica di Alessandria e il retaggio locale, presto scaduto in forme folcloristiche, vivo nei paesi dell’interno. L’arte copta deriva dall’acuirsi di questa situazione, in quanto essa è trasformazione radicale degli elementi culturali ellenistici attraverso il rinascente spirito locale. Le stoffe copte sono generalmente di lana lavorate ad ago, più raramente di lana o seta tessuta. Le più antiche sono stoffe ad arazzo, di colore purpureo, con scene mitologiche.
Coroplastica
Si indicano con questo termine tutti i prodotti in terracotta eseguiti a matrice.
Correggiato
Voce dialettale: indica uno strumento rustico per battere i cerali, composto di due grossi bastoni uniti da una striscia di cuoio (correggia), o da una matassina di filo forte di cotone.
Cratere
Vaso in cui si mescolava l'acqua con il vino, realizzato in diverse forme, tra cui quella a volute (anse molto sopraelevate che terminano in due spirali unite all'orlo dell'ampia bocca) che perdura dal VI al IV secolo a.C., molto imitata nelle fabbriche italiote.
Cripta
Complesso di sotterranei per lo più a carattere sacro o cimiteriale.
Cutter
Veliero leggero e veloce, generalmente, per diporto e per regata, attrezzato di albero di maestra con vela aurica e di bompresso con i fiocchi.
Damnatio memoriae
Condanna giudiziale, già utilizzata in Egitto e diffusa presso i Romani, consistente nella cancellazione di quanto potesse tramandare il ricordo di una persona ritenuta nemica dello Stato.
Deambulatorio
Ambiente di passaggio posto lateralmente ad uno o più locali di un edificio. Nelle chiese medievali, il prolungamento delle navate laterali che fiancheggia, oltre il transetto, lo sviluppo del coro, e sul cui lato esterno si aprono una serie di cappelle radiali.
Decumano
Ciascuna delle vie che attraversavano gli accampamenti o le città romane in direzione est-ovest.
Delfi
Località della Focide, alle pendici del Parnaso, sede di un oracolo e di un santuario di Apollo.
Delo
Isola delle Cicladi, celebre per i suoi santuari di Artemide e di Apollo.
Dînos
Vaso con bocca larga, profondo bacino, base arrotondata e privo di anse, posto in genere su un sostegno. Prodotto dal VII a tutto il V sec. a.C., fu usato anche come premio nelle gare e come urna cineraria.
Diorama
Insieme di vedute dipinte, che per effetto di prospettive e giochi di luce, danno allo spettatore l’illusione di un panorama naturale.
Diplopodi
Ordine di Miriapodi dal corpo allungatissimo subcilindrico o depresso, o raccorciato e largo: in ambedue i casi, capaci di inarcarsi dando luogo ad avvolgimento nelle forme allungate e ad appallottolamento in quelle raccorciate.
Discoforo
Colui che porta il disco. Nome di molte celebri statue. Il lancio del disco era una delle attività sportive più diffuse nell’antica Grecia.
Distici elegiaci
Struttura strofica elementare costituita di due versi, un esametro e un pentametro dattilici.
Dittico
Doppia tavoletta cerata per scrivere, in avorio o in legno. Le due tavolette sono legate tra loro e possono chiudersi con le parti cerate affacciate.
Ebanisteria
Arte del lavorare l’ebano e altri legni pregiati.
Eburneo
Che ha il colore dell’avorio.
Elmintologico
Pertinente agli elminti, nome che non designa un gruppo zoologico ben definito, ma i vermi in genere, e più particolarmente, i vermi parassiti. Il nome, ora caduto in disuso, è rimasto, oltre che come primo o secondo elemento compositivo per parecchi termini zoologici e farmacologici, nel vocabolo elmintologia.
Emiciclo
Gradinate disposte a semicerchio.
Encausto
Antica tecnica pittorica che adopera colori sciolti nella cera fusa e applicati a caldo.
Enchytrismós
Sepoltura entro un vaso, generalmente un’anfora, destinata ai bambini.
Epitaffio
Orazione composta per celebrare un defunto. Iscrizione funebre.
Esergo
Lo spazio in cui viene posta la data, la denominazione della zecca, o un’iscrizione in genere, nelle monete e nelle medaglie, separato o meno da una linea (linea d’esergo).
Ex voto
Oggetto offerto in dono alla divinità (in età cristiana a Dio, alla Madonna, a un santo) per grazia ricevuta o in adempimento di una promessa.
Falesia
Scarpata molto ripida dovuta all’intensa e continua azione erosiva del mare sulla costa rocciosa.
Ferculum
Piatto per portar cibo sulla mensa.
Fibula
Fibbia formata da un arco (parte ornamentale, visibile) e da un ardiglione (la spilla vera e propria), uniti quasi sempre da una molla, e da una staffa (parte terminale unita all’arco, in cui si ferma l’ardiglione, spesso decorata). È un ornamento sia maschile sia femminile.
Filigrana
Lavoro di precisione eseguito con un filo, d’oro o d’argento, applicato su lamina. Il filo può essere liscio, a cordoncino o a giorno.
Filogenetico
Che si riferisce alla filogenesi, ossia alla storia dell’evoluzione di gruppi sistemici animali e vegetali
Frasche
Detto di ramoscello munito delle proprie foglie.
Frigidarium
Sala non riscaldata con vasca per il bagno freddo: la si raggiungeva dopo il calidarium e il tepidarium.
Frons scenae
Indica la parete di fondo della scena, corrispondendo all’odierna scenografia. Su di essa si aprivano da tre a cinque porte, di cui la centrale rappresentava in genere la residenza del re o il palazzo del personaggio protagonista, mentre quelle laterali erano riservate al co-protagonista e alla servitù. Nelle porte laterali poteva essere presente un períaktos, ovvero un prisma girevole a tre facce con scenografie dipinte. Nel mondo romano la scena veniva decorata con veri e propri elementi architettonici, come colonne, pilastri e nicchie.
Frontone
Coronamento triangolare posto sulla fronte di un tempio o di un edificio, corrispondente alle due falde del tetto, spesso decorato di sculture, pitture o mosaici. I lati del frontone, rettilinei presso i greci, talvolta diventano, già presso i romani, curvi o anche mistilinei.
Geroglifico
Scrittura ideografica dell’antico Egitto.
Giochi olimpici
Si tenevano a Olimpia ogni quattro anni, al solstizio d’estate, a partire dal 776 a.C. Vi partecipavano in origine soltanto gli abitanti del Peloponneso; in seguito, tutti i cittadini di origine greca. I vincitori, ricevevano in premio una corona fatta con l’ulivo sacro dell’Altis, ovvero il recinto sacro del tempio di Zeus Olimpio. Il vincitore di tutte le gare aveva diritto a una statua nell’Altis e a un epinicio, una lirica celebrativa della sua vittoria.
Girale
Motivo decorativo costituito di un ramo o uno stelo con foglie e fiori, che si ripiega su se stesso formando una spirale.
Gomena
Grosso cavo di canapa usato per ormeggio e rimorchio delle navi. Si compone di diverse corde ritorte, ognuna delle quali è formata in genere di tre trefoli.
Gorgóneion
Elemento decorativo a testa di Gorgone.
Himátion
Mantello di lana (poi anche di lino), portato sia dagli uomini sia dalle donne, che lo indossavano sopra il chitone o il peplo. Di forma rettangolare, si avvolgeva intorno alla persona, partendo dalla spalla sinistra, girando sul dorso e riportato in avanti. Non era cucito, né fermato da spille, ma semplicemente drappeggiato. Poteva ricoprire entrambe le braccia, o anche lasciare libero il braccio destro e il busto.
Idiofono
Strumento musicale il cui suono è ottenuto per vibrazione del corpo dello stesso strumento. Sono idiofoni la campana, il tam-tam, il triangolo, lo xilofono, le castagnette e simili.
Imari
Genere di porcellana, così denominato dal porto dal quale gli oggetti partivano per i mercati occidentali. Si caratterizza per il blu cobalto sotto coperta, al quale si aggiungono, sopra coperta, il rosso, altri smalti e oro.
Incisione
Detto di disegno eseguito sopra una superficie dura, sia a mano, mediante uno strumento a punta, sia chimicamente, mediante sostanze corrosive, a scopo decorativo o per riproduzione. Per estensione, “incisione” vien detto anche il disegno su carta ottenuto inchiostrando un legno, una pietra o una lastra di rame opportunamente incisi. Più specificamente, tali incisioni prendono il nome di xilografia, litografia e calcografia.
Inclinometro
Strumento di bordo nelle navi per la misurazione dello sbandamento (inclinazione dell’imbarcazione rispetto alla superficie del mare).
Insegna militare
Oggetto rappresentativo di ogni specifica formazione componente l’esercito. Ai simboli più antichi (mano, punta di lancia, aquila) si aggiunsero in età imperiale medaglioni raffiguranti l’imperatore e i simboli da lui prescelti per rappresentare la sua persona.
Intarsiato
Lavorato a intarsio: detto di oggetti la cui superficie è decorata secondo una disegno prestabilito, accostando e connettendo fra loro elementi di vario colore, perlopiù in legno, marmo o pietre dure.
Ipocausto
Impianto usato dai Romani per riscaldare gli ambienti termali, mediante convezione d’aria calda. L’aria è convogliata in un’intercapedine sotto il pavimento (che si appoggia su un sistema di pilastrini o mattoni) o anche è forzata a circolare entro le pareti, attraverso un sistema di mattoni cavi.
Kakiemon
Derivato dal soprannome “kakiemon” di un vasaio giapponese che riuscì a riprodurre sulla porcellana il rosso aranciato del kaki.
Kalyptér hegemón
Kalyptér è la tegola semicilindrica (coppo) che copre le giunture delle tegole piatte. Il kalyptér hegemón copre le giunture alla sommità del tetto.
Kántharos
Tazza per bere con due anse a nastro verticali che sormontano l’orlo e un piede alto e sottile.
Kérnos
Vassoio e insieme di piccoli recipienti, solidali con il vassoio stesso, di forma varia, usato dai greci durante cerimonie religiose, in particolare nel culto eleusino. Aveva probabilmente funzione di bruciaprofumi o di scaldavivande.
Kóttabos
Gioco molto diffuso presso i Greci, consistente nel lanciare il vino avanzato nella coppa dalla quale si era bevuto su un piattello metallico posto su un’asta, spesso sostenuta da figurine plastiche. Dal suono che ne derivava si traevano auspici, soprattutto amorosi. Il candelabro in questione ha avuto molto probabilmente anche questa funzione.
Kylix
Coppa impiegata per bere o compiere libagioni, a vasca larga più o meno profonda, piede a tromba o ampio ad anello, e due anse orizzontali incurvate.
Lacerti
Nell’uso napoletano, le riparazioni di crepe nei muri mediante iniezioni di conglomerati e frammenti di pietra, fino a completa stuccatura delle lesioni.
Laconicum
Ambiente riscaldato con aria calda, sudatorio.
Lari
Divinità incaricate di vegliare sui crocicchi (Lares compitales) e sull’ambiente domestico (Lares familiares). Si tenevano le immagini dei Lares familiares in un piccolo tabernacolo (aedes) presso il focolare o in una cappella (Lararium).
Leontée
Pelle di leone. Eracle, dopo aver ucciso il leone di Nemea, invulnerabile mostro che divorava la popolazione e gli armenti di quella regione (questa è una delle sue dodici fatiche), si ricoprì della sua pelle. La Leontée di Eracle, in quanto invulnerabile, svolgeva la funzione di corazza.
Lepidotteri
Ordine di insetti pterigoti, noti comunemente col nome di farfalle. Terrestri, raramente acquaioli, con livree di colori variabilissimi, talvolta di straordinario splendore, hanno il capo libero per lo più piccolo, con antenne di varia forma, occhi voluminosi, apparato boccale talvolta munito di un tubo (detto proboscide o spiritromba), zampe gracili, ali membranose e in numero di quattro, più o meno ricoperte di squame. Le loro larve, di solito cilindriche, glabre o pelose, comunemente note col nome di bruchi, sono particolarmente dannose all’agricoltura per la loro voracità.
Lesena
Parte di pilastro addossato al muro e poco aggettante.
Lóphos
Cimiero dell’elmo greco.
Mangano
Macchina tessile usata nella rifinitura dei tessuti di lino, che vengono compressi fra tre cilindri rotanti paralleli.
Maniscalco
Operaio che esercita l’arte di ferrare gli equini e i bovini.
Marmo pentelico
Marmo bianco a grana fine. Ricavato da cave aperte nel versante est del monte Pentelico, 15 km a nord-est di Atene.
Matroneo
Tribuna originariamente riservata alle donne (donde il nome), al di sopra della navate minori in varie basiliche paleocristiane.
Menorah
Candelabro ebraico a sette bracci, di uso rituale.
Mètopa
Spazio quadrato posto fra due triglifi nel fregio dell’ordine dorico, spesso ornato da trofei, bucrani, scudi, elmi, pàtere ecc. Per estensione il termine metopa è passato ad indicare ogni riquadro ornato o figurato in una qualsiasi composizione: lastre tombali, vasi dipinti ecc.
Monolicne
Detto di lucerna (gr. lýchnos) a un solo beccuccio per la fuoriuscita della fiammella.
Monte Parnaso
Massiccio della Grecia centrale, a nord del golfo di Corinto, nei pressi di Delfi. Le due cime, dette Licorea e Titorea, erano sacre rispettivamente ad Apollo e alle Muse e a Dioniso.
Natatio
Piscina, luogo per nuotare.
Navata
Divisione longitudinale, per mezzo di colonne o pilastri, di una chiesa.
Navicella
Recipiente a forma di piccola nave in cui si tiene l’incenso.
Ninfeo
In origine, edificio nei giardini e nelle terme, consacrato alle Ninfe. Per estensione, locale vasto e circolare, riccamente decorato e con fontane. Fontana monumentale.
Nzarto
Voce dialettale: fune di acciaio utilizzata in montagna per trasportare a valle la legna.
Obelisco
Colonna monolitica a sezione quadrangolare, rastremata, terminante con una punta a piramide, utilizzata in Egitto come simbolo solare.
Odeghetria
La prima tavola raffigurante la Vergine col bambino Gesù fu esposta alla venerazione dei fedeli in una chiesa appositamente fatta costruire sulla via degli Odeghi a Costantinopoli, donde il nome di “Odeghetria” o di “Santa Maria di Costantinopoli”.
Oinochóe
Caraffa con una sola ansa verticale, dal corpo tondeggiante e bocca trilobata o rotonda, solitamente utilizzata per attingere il vino dal cratere e versarlo nelle coppe.
Olla
Pentola in terracotta o in metallo di grande capacità, munita di coperchio, nella quale si cocevano o si conservavano le vivande. Usata spesso anche come urna cineraria.
Opus incertum
Struttura muraria eseguita con pietrame informe e legata agli angoli con listatura di mattoni.
Opus latericium
Muratura realizzata con mattoni crudi o parzialmente cotti.
Opus quadratum
Tecnica di costruzione romana, mediante blocchi di pietra di forma parallelepipeda, posati orizzontalmente. L’opus quadratum prende il nome di isodomum se i blocchi di tutti i córsi sono uguali per lunghezza, altezza e profondità; se le dimensioni dei blocchi variano da un córso all’altro, si parla di opus quadratum pseudoisodomum o rusticum. I blocchi sono fissati all’esterno da arpioni a forma di T e all’interno da grappe a coda di rondine, in legno o metallo.
Opus sectile
Decorazione parietale o pavimentale, costituita da lastre marmoree o di pietra, o anche da paste vitree, per lo più policrome.
Opus tessellatum
Mosaico pavimentale composto di tessere quadrate in pietra, marmo, terracotta o pasta vitrea, sempre uguali.
Ordine
Serie, solitamente orizzontale, di elementi architettonici simili, che formano un insieme strutturale e formale continuo.
Ordine architettonico
Sistema di proporzioni e disposizioni che si dànno alle parti di un edificio perché ne risulti un insieme regolare e armonico. Gli ordini degli antichi sono il dorico, lo ionico, il corinzio, il tuscanico e il composito.
Ordine dorico
Uno degli ordini architettonici greci. Nel protodorico la colonna è priva di base, e poggia sullo stilobate (presso i Romani la colonna sarà sorretta da un piedestallo, comprendente un plinto quadrato). L’architrave (epistilio) è liscia, il fregio sopra l’architrave è decorato con metope e triglifi. Il fusto, troncoconico, è quasi sempre solcato da scanalature longitudinali.
Orientalizzante
Periodo dell’arte e della cultura greca (metà VIII-VII sec. a.C.) il cui nome è dovuto alla grande diffusione di motivi decorativi ispirati all’arte del Vicino Oriente.
Ostensorio
Arredo sacro per esporre all’adorazione dei fedeli l’ostia consacrata e impartire la benedizione eucaristica.
Paidéia
Termine greco che significa “educazione”, “formazione”, trasmissione di un sistema di conoscenze e di valori. Sul piano dei contenuti la paideia tradizionale era costituita dalla grammatica (conoscenza dell’alfabeto e lettura dei poeti), dalla musica e dalla ginnastica, finalizzata alla preparazione militare.
Pala
Opera di soggetto sacro consistente di una tavola dipinta o anche in metallo lavorato, collocata sulla mensa dell’altare, dietro il tabernacolo.
Pala d’altare
Tavola rettangolare dipinta o anche di metallo lavorato, posta verticalmente sul piano dell’altare, nel mezzo, dietro il tabernacolo, talvolta centinata in alto.
Paliotto
Paramento sulla parte anteriore dell’altare, in marmo o materiale prezioso o anche in stoffa, con ornati tessuti ricamati.
Palladio
Statua in legno di Pallade Atena, che assicurava ai Troiani l’incolumità.
Paludamentum
Mantello corto e pesante, di color rosso, fissato da un fermaglio sulla spalla destra. Era indossato dai generali romani.
Paragnatide
Parte mobile dell’elmo che copre la guancia, spesso decorata.
Parasta
Sinonimo di lesena: parte di pilastro addossato al muro e poco aggettante.
Párodos
L’entrata laterale, o corridoio, che nel teatro greco conduceva all’orchestra, e quindi al palcoscenico nel teatro romano.
Pastorale
Bastone ricurvo nell’estremità superiore, conferito ai vescovi alla loro consacrazione e da essi usato nelle funzioni pontificali; simboleggia il potere giuridico e dottrinale del vescovo sui fedeli della diocesi.
Pàtera
Coppa senza piede e senza anse, spesso con un rilievo emisferico centrale al suo interno (p. ombelicata), usata dai romani per le libagioni sacrificali.
Pennacchio
Triangolo sferico formato, nella volta emisferica, dall’intersezione di due volte semicilindriche. Serve per raccordare la forma quadrata dell’edificio con la forma rotonda o poligonale della volta sovrastante.
Peristilio
Colonnato intorno a un cortile.
Pianeta
Sopravveste liturgica, derivata dalla penula degli antichi romani, indossata dal sacerdote nella celebrazione della messa.
Pileo
Copricapo in panno o in pelle a calotta, privo di visiera, di forma conica. In Grecia era portato dai viaggiatori, dai malati e dagli anziani. A Roma diviene simbolo dei servi affrancati.
Piroclastico
Detto di rocce e fluidi ad alta temperatura formatisi per compattazione di materiali emessi nell’atmosfera da un vulcano.
Pisside
Arredo sacro, a forma di coppa con coperchio, nel quale si conservano le ostie consacrate, generalmente in metallo prezioso o dorato all’interno.
Pistrinum
Luogo in cui veniva macinato il grano; per estensione, mulino, panetteria, forno.
Piviale
Ampia veste liturgica, di forma semicircolare, come un grande mantello lungo fino ai piedi, originariamente con cappuccio. Aperta davanti e fermata sul petto da un fermaglio, era ornata nella parte posteriore dal cosiddetto scudo.
Pizia
La sacerdotessa che a Delfi comunicava i responsi dell’oracolo di Apollo.
Pluteo
Parapetto in legno, metallo, ma più spesso in pietra (marmo ecc.), decorato con motivi in rilievo, nelle recinzioni intorno agli altari delle chiese e negli intercolunni degli edifici.
Policromo
Variamente colorato (per lo più con effetto gradevolmente decorativo).
Pólos
Alto copricapo cilindrico, talvolta caratterizzante divinità femminili legate alla fertilità e alla terra.
Portico
Edificio coperto, con facciata di colonne o pilastri su uno spazio aperto.
Presbiterio
Spazio intorno all’altare, riservato al clero officiante, spesso separato dal resto della navata centrale mediante recinzione.
Pronao
Nei templi antichi, lo spazio tra la cella e le colonne antistanti. Per estensione, portico anteriore di un edificio sacro o profano, di stile classico.
Propileo
Ingresso monumentale a un’area sacra o pubblica, ornato da colonne e coperto da un tetto a due spioventi o da una terrazza.
Proscenio
La parte del palcoscenico compresa fra l’orchestra e il sipario (dove comincia il boccascena). Contiene la ribalta delle luci.
Prostilo
Tempio o edificio che presenta un colonnato sulla fronte.
Protome
Letteralmente, pròtome (gr. protomé) è la testa di un animale decapitato. In architettura, elemento decorativo a forma di testa animale o umana, posto sulla cornice della trabeazione: dalla bocca dell’animale (o dell’uomo) esce l’acqua piovana di scolo.
Pseudoperiptero
Tipologia di tempio simile al periptero, che su due o tre lati sostituisce il colonnato con semicolonne addossate alle pareti della cella.
Pulvino
Membratura a forma di piramide rovesciata posta come elemento di raccordo fra il capitello e l’imposta dell’arco.
Quadriga
Carro a quattro cavalli.
Reliquiario
Custodia per la conservazione delle reliquie dei santi, spesso arricchita da ornamenti di notevole pregio intrinseco e artistico.
Riggiola
Piastrella laterizia maiolicata, usata nei pavimenti e nei rivestimenti parietali. Deriva dall’espressione rajoletes pintadas, introdotta a Napoli durante la dominazione aragonese.
Saturnio
Il più antico metro latino, abbandonato dai tempi di Ennio (scrittore latino, 239-169 a.C.), quando la cultura latina adottò la metrica greca.
Scarabeidi
Famiglia di insetti coleotteri, di forma varia, ma generalmente massiccia e robusta, con livree cupe e uniformi oppure splendenti dei più straordinari e vivaci colori, e con dimorfismo sessuale talvolta vistosissimo, spesso riccamente ornati di processi corniformi. Generalmente coprofagi, sono soliti far rotolare pezzi e pallottole di sterco, che spingono con le zampe posteriori rinculando, e seppellirli per nutrirsene al bisogno.
Scena
È il termine con cui nel teatro antico si definisce il palcoscenico, essendo questo costituito da un palco rialzato sul piano dell’orchestra, dalla quale lo divideva una fossa utilizzata per conservare gli oggetti d’uso della scena e le macchine sceniche.
Schinieri
Gambali composti di due placche di metallo che ricoprivano la gamba, a sua protezione.
Scriptorium
Laboratorio medievale per l’esecuzione di codici manoscritti, spesso annesso a un monastero.
Siluriano
Terzo periodo dell’era paleozoica (440-410 milioni di anni fa).
Solcometro
Strumento per misurare la velocità delle navi.
Spoglio
In architettura, materiali di spoglio sono quelli ricuperati da edifici antichi (colonne, capitelli o frammenti di trabeazione) riutilizzati per l’esecuzione di nuovi edifici.
Spurtellaro
Artigiano che intrecciando salici, vimini, giunchi, canne, rami e sfoglie di nocciolo e di castagno senza nodi e diritti, ferro zingara e paglia di cereali e per sedie, costruiva contenitori di varia forma e grandezza e rivestiva fiaschi e damigiane.
Statuette fittili
Ossia di terracotta.
Stele
Lastra eretta verticalmente su un basamento o infissa nel terreno, con funzione votiva, commemorativa e, soprattutto, funeraria (per indicare il luogo di una sepoltura).
Stipe
Sacrario, spesso sotterraneo, nel quale venivano conservati gli oggetti offerti agli dei, localizzato nell’area sacra di un tempio o santuario.
Strigilato
Decorato con strigilature (o “strigili”), cioè mediante un sistema di scanalature ondulate, soprattutto nella decorazione nei monumenti funerari. “Strigile” era lo strumento, ricurvo, usato anticamente dagli atleti per detergere il corpo dall’olio e dalla polvere.
Strigile
Strumento ricurvo usato anticamente dagli atleti per detergere il corpo dall’olio e dalla polvere. Per estensione, “strigilatura” (o anche “strigili”) designa il sistema di scanalature ondulate usato come decorazione nei monumenti funerari.
Taberna
Bottega aperta sulla pubblica via, posta al piano terra di un’abitazione. Talvolta indica un’osteria per viaggiatori, situata lungo le grandi vie di comunicazione.
Tablinum
Parte della casa romana, dopo l’atrio, destinata a conservare i documenti della famiglia e i ritratti degli avi. Talvolta l’ambiente era adibito a sala da pranzo o da ricevimento.
Tamburo
Muro cilindrico, o prismatico, su cui poggia la cupola, con funzione di raccordo tra la cupola stessa e l’edificio sottostante.
Tanagrine
Diminutivo di “tanàgra”, statuetta in terracotta tipica di Tanagra, in Grecia: offerta funeraria fittile, policroma e di piccole dimensioni.
Tarsìa
Tecnica di decorazione in legno, avorio, pietra ecc., consistente nel ritagliare e poi connettere, in base a un disegno preordinato, elementi di varia forma e colore. Per estensione, “tarsia” è anche il manufatto ottenuto applicando questa tecnica.
Tepidarium
Ambiente di passaggio tra il calidarium il frigidarium, moderatamente riscaldato. Talvolta usato anche come spogliatoio.
Tetrastilo
Detto di edificio che presenta quattro colonne in facciata e dell’atrio della casa romana, con quattro colonne agli angoli.
Tiburio
Struttura esterna che copre la superficie della cupola, a pianta poligonale nell’architettura paleocristiana e bizantina e in quella romanica e gotica. In alcuni edifici del Rinascimento, ebbe pianta circolare, come la calotta interna.
Toga
Abito maschile proprio dei cittadini romani, costituito di un rettangolo di stoffa ad angoli arrotondati, in lana o in lino, da indossare a corpo nudo e in seguito sopra la tunica. Drappeggiato intorno al corpo, cadeva sul davanti in una piega profonda detta sinus.
Torcularium
Torchio, frantoio: prendevano questo nome varie macchine operatrici in grado di esercitare elevate pressioni sul materiale in lavorazione, posto tra due piastre parallele, una fissa e una mobile.
Transetto
Navata trasversale che interseca le navate longitudinali di una chiesa con pianta a croce; può a sua volta essere suddivisa in tre navate minori.
Tratturi
Larghe piste, con fondo naturale, formatesi per effetto dei periodici spostamenti delle greggi durante la transumanza, dai pascoli di montagna a quelli di pianura (in inverno) e viceversa (d’estate).
Tribbio
Voce dialettale: grossa pietra trapezoidale ruvida nella parte inferiore, usata per separare i chicchi del grano o da altri cereali dalla pula. Veniva trascinata da un bue, da un asino oppure da un cavallo sul grano steso sull’aia.
Triclinio
Disposizione intorno alla tavola da pranzo di tre letti, sui quali si adagiavano (sdraiati) i commensali, da tre a cinque. Per estensione, sala da pranzo della casa romana.
Triglifo
Elemento architettonico quadrangolare (l’altezza è doppia della larghezza), sporgente e scanalato da tre glifi. Si trova nel fregio della trabeazione, nell’ordine dorico, alternato con le metope.
Tripode
Originariamente un bacino emisferico con tre gambe attaccate alla spalla. A partire dall’VIII sec. a.C. il bacino (lebete) è separato dal supporto (tripode), formato da verghe più o meno lavorate e configurate.
Triportico
Ambiente limitato su tre lati da una serie di colonne e pilastri, che formano un passaggio coperto.
Turibolo
Recipiente in cui si brucia l’incenso durante le funzioni religiose.
Tuscanico
Ordine architettonico caratteristico di alcuni edifici eretti in ambito italico. È una variante dell’ordine dorico, dal quale differisce per l’assenza di scanalature nella colonna, una base robusta e per il fregio privo di triglifi. È molto usato nelle composizioni robuste e rustiche.
Tútulus
Alto cappello a forma di cono, usato soprattutto dagli Etruschi. Acconciatura ottenuta intrecciando i capelli e trattenendoli con un nastro o da velo.
Urèo
Serpente sacro, simbolo del potere supremo, spesso raffigurato sul copricapo dei faraoni e delle divinità egizie.
Vetrofania
Tecnica per dare al vetro una colorazione che lo renda trasparente alla luce ma non alla vista, mediante l’applicazione, su una delle due facce della lastra, di una pellicola di carta. Per estensione, il foglio di carta.
Vinnolo
Congegno di legno intorno al quale si avvolge la fune durante il sollevamento del secchio calato nel pozzo per attingere l’acqua.
Zeza
Scenetta carnevalesca cantata al suono del trombone. Vide probabilmente la luce nel Seicento, al tempo in cui Pulcinella nei disegni di Callot era associato a Lucrezia, di cui Zeza è diminutivo.
|