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Glossario dei termini tecnici e decorativi

 

> Albarello
(termine a radice araba) vaso cilindrico con corpo simile ai recipienti di canna di bambù usati in Oriente per la conservazione e il trasporto delle spezie; si diffuse sia in Spagna che in Italia nel periodo medievale e rinascimentale.

> Biscotto
(ant. "bistugio") oggetto foggiato e cotto una sola volta, atto però ad essere successivamente rivestito (con ingobbio, smalto o vernice) e quindi ricotto (da cui il termine biscotto).

> Cartoccio
(in gergo ceramico "gattone") decorazione composta da una foglia sinuosa bipartita nascente da un bulbo centrale, che tende a riavvolgersi su se stessa; tale motivo si ispira alle cornici delle miniature gotiche.

> Terrecotte ingobbiate e graffite
(o "faenze" ingobbiate e graffite) classe di ceramiche la cui superficie grezza è stata rivestita di uno strato di argilla bianca finissima, detto ingobbio. Sulla superficie così trattata si incide la decorazione usando uno stilo (o chiodo); infine per dare impermeabilità e lucentezza all'oggetto, lo si copre con un sottile strato di vernice (o vetrina) trasparente, spesso variegata con tocchi di colore verde (rame) e bruno (ferraccia).

> Cineserie
motivi venuti di moda in Europa nella seconda metà del secolo XVII, ispirati ai prodotti cinesi e giapponesi. Vennero impiegati inizialmente soprattutto dalle officine olandesi, e in seguito ebbero largo uso presso tutte le officine europee.

> Famiglia ad occhio di penna di pavone
classe di maioliche decorate con un motivo che si ispira all'"occhio" che orna l'estremità della penna del pavone. In questa famiglia un giallo intenso, che si denomina appunto "giallo pavone", si affianca ai colori tradizionali.

> Famiglia alla porcellana
classe di maioliche con decorazione di diretta ispirazione estremo-orientale, in particolare dalle porcellane cinesi della dinastia Ming (1368-1644) sia per l'ornato vegetale che per la monocromia turchina su fondo bianco.

> Famiglia della palmetta persiana
classe di maioliche decorate con temi tratti soprattutto dalle decorazioni dei tessuti orientali e che utilizza in modo particolare un motivo composto da un fiore con petali embricati, somigliante ad una pigna; tale fiore, detto palmetta persiana, compare a volte dipinto come visto di profilo o dall'alto (rosetta).

> Famiglia della zaffera in rilievo
(detta anche a foglie di quercia o a goccioloni) classe di maioliche decorate utilizzando una zaffera, talora abbinata al verde, applicata sia a corpo (zaffera a rilievo) sia diluita (zaffera diluita); tale tecnica sembra richiamarsi ad una particolare classe di ceramiche bicrome bizantine.

> Famiglia floreale-gotica
classe di maioliche la cui decorazione, oltre ad assumere temi ornamentali moreschi tratti dal repertorio della famiglia italo-moresca, impiega elementi della cultura tardo-gotica e in particolare della miniatura; di quest'ultima adotta soprattutto il tema della foglia accartocciata (vedi cartoccio).

> Famiglia italo-moresca
classe di maioliche il cui repertorio decorativo si richiama agli esemplari ceramici "ispano-moreschi", dei quali tenta di imitare, utilizzando un verde gialliccio, l'effetto del lustro metallico dorato tipico delle superfici dei prodotti spagnoli.

> Grottesca
tipo di decorazione assai diffusa sulla maiolica italiana del Rinascimento, che s'ispira a quella ritrovata nei resti sotterranei della Domus Aurea (le cosiddette "grotte"); essa si compone di animali fantastici, cornucopie, busti, trofei ecc., disposti entro un ornato floreale stilizzato.

> Maiolica
(terracotta smaltata o "faenza" smaltata) prodotto ceramico a pasta colorata (dal giallo chiaro al rosso mattone), porosa, con un rivestimento vetroso coprente, solitamente bianco, detto smalto. A volte tale smalto veniva colorato aggiungendo alla miscela di preparazione ossido di cobalto, che gli conferiva una tonalità grigio azzurra; le maioliche così rivestite si denominavano "berettine".

> "Piccolo fuoco"
(o "terzo fuoco" o "fuoco di muffola") tecnica decorativa che si attua allo scopo di far aderire all'oggetto di ceramica già rivestito e cotto in precedenza, quindi già finito, quei colori che sopportano solo basse temperature, oro in particolare, mediante una cottura più bassa (600°).

> Porcellana
impasto argilloso composto, formato in genere da caolino, quarzo e feldspato; compatto, bianco madreperlaceo, più o meno traslucido. La porcellana dura cuoce a temperatura variabile fra i 1280° e i 1300°. Antico prodotto dell'Estremo Oriente, esso fu introdotto in Europa soltanto agli inizi del XVIII secolo.

> Quartiere
modo di decorare le superfici delle maioliche con scansioni in zone di colori alterni.

> Raffaellesca
motivo decorativo ispirato alla grottesca, impiegato da Raffaello e dalla sua cerchia negli affreschi delle Stanze Vaticane; esso si compone per lo più di minuti temi quali panoplie, putti, chimere, trofei d'armi antiche, strumenti musicali, festoni ecc., entro una sottile trama di tralci.

> Stile arcaico (o fase arcaica)
termine adottato in passato dagli archeologi per lo stile della ceramica attica a figure nere e in seguito usato da Ballardini per lo stile delle ceramiche medievali (XII-XIV sec.); si caratterizza in generale per l'uso parsimonioso del rivestimento (smalto) e altresì per una policromia che utilizza un bruno manganese per i contorni e un verde rame per le campiture.

> Stile "bello"
termine coniato in passato dagli archeologi per indicare lo stile della ceramica attica a figure rosse, e in seguito adottato da Ballardini per quella fase della maiolica faentina che segue il "primo istoriato"; sulle maioliche esso si caratterizza sia per le scene complesse, da cui anche il nome di "secondo istoriato", sia per l'adozione di motivi decorativi quali cerquate o foglie di quercia, grottesche, quartieri ecc.

> Stile compendiario
il ceramologo faentino Gaetano Ballardini derivò la denominazione di "compendiario" dal termine usato dagli archeologi per un tipo di pittura romana (pictura compendiaria), sviluppatasi verso la fine del I secolo d.C., nella quale la tecnica di dipingere con rapidi ed essenziali tocchi di pennello riprendeva modi peculiari della precedente pittura ellenistica.

> Stile fiorito
come il precedente stile "bello", è anch'esso da riferirsi alla ceramica attica, e in particolare a quella del periodo di Meidias ed è stato in seguito adottato da Ballardini per quella fase della maiolica faentina che segue il "secondo istoriato". Su questo esso si caratterizza, oltre che per una ulteriore maturazione del genere "istoriato", da cui anche la denominazione di "terzo istoriato", anche per il grande virtuosismo delle forme e per l'uso dominante della "raffaellesca".

> Stile istoriato
termine che indica lo stile decorativo rinascimentale caratterizzato da complesse rappresentazioni figurate e aneddotiche. Si divide in due fasi: primo istoriato e secondo istoriato.

> Stile "severo"
termine adottato in passato dagli archeologi per lo stile della ceramica attica a figure rosse, e in seguito usato da Ballardini per lo stile iniziale della maiolica italiana (dal 1420 sino alla fine del secolo), e che comprendeva varie "famiglie" decorative.

> Terraglia
prodotto ceramico a pasta bianca, porosa, molto leggera, solitamente rivestito con una vernice piombifera trasparente. Inventata dai vasai inglesi dello Staffordshire nel XVIII secolo, la terraglia si diffuse poi largamente in molte altre officine europee.

> Zaffera
colore turchino scuro intenso, il cui nome deriva dalla parola araba "al-safra", cioè cobalto.

(Glossario tratto da: BOJANI GIAN CARLO - RAVANELLI GUIDOTTI CARMEN (a cura di),
Maioliche di Faenza dal Trecento al Novecento. Selezione di opere, Faenza, Studio 88, 1998, ed. riveduta e ampliata).

 
 

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